Come ti blindo un congresso
I comunisti italiani possono finalmente stare tranquilli, le incertezze, le sofferenze, le delusioni, i bocconi amari son finiti: tra una ventina di giorni, a gennaio, avranno finalmente il loro partito!
Un altro?!?
Eh, no! Questo è quello buono, approdo di un lungo e travagliato percorso: dalle lontane origini dell’ortodossia ossificata di stampo kruscheviano e breshneviano, attraverso tutte le utilissime varianti revisioniste e opportuniste a guida cossuttiana (ma, in una certa misura, anche bertinottiana), purgati e forgiati dalla epica “lotta antimassonica” contro la loggia Diliberto, hanno beneficiato, senza soverchia sofferenza, dello straordinario prodigio dell’approdo al marxismo-leninismo: certe brutte cose del passato – come le bombe su Belgrado o il “pacchetto Treu” – è roba ormai passata (“peccati di gioventù”, forse?!?). Quel che conta è che ora – il 17, il 18 e il 19 gennaio 2014 – ci scodellano il partito bolscevico italiano bello e fatto.
Delle sue analisi e proposte val la pena – forse – di occuparsene con più calma. Qui ed ora val la pena di riflettere sull’ampiezza e la sovranità del dibattito congressuale.
Vediamo.
Il “Regolamento congressuale” così stabilisce:
- I lavori del Congresso saranno così articolati:
17 Gennaio: ore 16/21 riunione della Direzione Nazionale uscente e relazione del Segretario Nazionale
18 Gennaio: ore 10/13 accoglienza delegati ed invitati presso le strutture alberghiere; ore 15/20 attività e discussione nelle tre Commissioni Politiche: “Lavoro e Proletariato intellettuale”, “Partito e Gioventù”, “Relazioni internazionali, Donne e Pionieri”; ore 21 cena sociale per tutti i delegati
19 Gennaio, presso il Centro Congressi Frentani a Via dei Frentani: ore 8/10 sessione per soli delegati e votazione dei documenti congressuali ed elezione degli organismi dirigenti; ore 10/12 sessione interventi del Congresso; ore 12.30 intervento conclusivo del Segretario Nazionale.
- I membri del CC e della CNGC sono a tutti gli effetti delegati di diritto al Congresso Nazionale e saranno conteggiati internamente alla platea dei 300 delegati.
- La presidenza del Congresso è composta dai membri della Direzione Nazionale e della CNGC uscente.
Vale a dire:
1. Il Congresso si articola su (ben) tre (mezze) giornate e una “cena sociale”. Ad esso partecipano 300 delegati (il numero è tassativo!), uno ogni 10 iscritti.
2. Si può star sicuri che la direzione del congresso è saldamente in mani esperte, quelle del gruppo dirigente uscente, non solo per l’inizio, ma per tutto il congresso, fino alla sua conclusione. Ma non solo perché ne gestirà la presidenza dall’inizio alla fine, ma anche perché
3. “I membri del CC e della CNGC [uscenti] sono a tutti gli effetti delegati di diritto al Congresso Nazionale e saranno conteggiati internamente alla platea dei 300 delegati”. Dal momento che questi dirigenti uscenti ereditano anche la propria presenza nel nuovo congresso (in rappresentanza di chi, degli assenti?), i delegati effettivi indicati dai “congressi” di base e intermedi scendono effettivamente a 182 (uno ogni 16,5 iscritti). Per quello che possono e debbono fare, forse sono anche troppi perché
4. Non possono partecipare alla prima mezza giornata dei lavori e non è a loro che il Segretario Nazionale fa la relazione che è riservata rigorosamente ai vecchi della Direzione Nazionale uscente;
5. Tant’è che la seconda (mezza) giornata – quella “tutta loro” – questi 182 rappresentanti dei “congressi” della “base” potranno confrontarsi (non decidere) sui temi particolari, non in assemblea plenaria, ma in tre Commissioni in cui (chissà da chi) sono stati collocati e che hanno ad oggetto temi molto… generali e con taglio prevalentemente organizzativo. Il tutto in 5 ore.
6. In compenso, alle 21,00 hanno la “cena sociale” tra loro, ma anche con i “delegati” di diritto.
7. La (mezza) giornata conclusiva vede tutti i delegati freneticamente impegnati – per due intere ore! – non a perder tempo in discussioni, ma ad approvare i documenti congressuali (già predisposti), che vincolano il partito fino al prossimo congresso, e a “eleggere” gli organismi dirigenti (già predisposti anch’essi) che dirigeranno il partito fino al congresso successivo. Tutto sommato, visto che è già tutto magistralmente predisposto da una regia previdente e lungimirante, due ore sono anche troppe per alzare le palette…
8. Il regolamento congressuale non chiarisce a chi siano riservate le due ore successive, ma poiché si parla i “interventi” e non di dibattito è da presumere che questo sia lo spazio riservato alla passerella degli ospiti (greci, spagnoli, magari venezuelani e/o cubani, ecc.), momento di irrinunciabile importanza mediatica.
9. “Last, but not least”, alle 12,30, il nuovo (???) Segretario Nazionale chiuderà gli storici lavori, in tempo per andare a pranzo o per assistere alla partita di calcio, con la certezza e la soddisfazione di aver dato – finalmente! – al proletariato italiano il proprio “reparto cosciente, organizzato, di avanguardia, di classe”….
10. In definitiva un “congresso” di tutto riposo per i delegati della “base”, ma una faticaccia per chi si è generosamente accollato l’onere di organizzare e dirigere.
Meditiamo, compagni, meditiamo…